Conferenza stampa fine anno 2015

“L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via. Tutto ciò fa parte di una creatività generosa e dignitosa, che mostra il meglio dell’essere umano. Riutilizzare qualcosa invece di disfarsene rapidamente, partendo da motivazioni profonde, può essere un atto di amore che esprime la nostra dignità… Inoltre, l’esercizio di questi comportamenti ci restituisce il senso della nostra dignità, ci conduce ad una maggiore profondità esistenziale, ci permette di sperimentare che vale la pena passare per questo mondo.”
Papa Francesco, Laudato sì, 211-212.

LA CAMBIAMO QUEST’ARIA?
Il nostro augurio alla città è che migliori davvero la qualità del suo ecosistema.
Servono scelte molto più incisive di quelle viste nella prima metà dell’amministrazione Del Bono, che deve concretamente dare il buon esempio, scegliere strumenti efficaci, prendere provvedimenti seri. Ma il cambiamento dipende anche dai comportamenti di noi cittadini: attenuare l’impatto ecologico dei nostri stili di vita e quindi migliorare la qualità dell’ecosistema urbano è ormai una necessità, oltre che segno di intelligenza!
Le analisi recentemente pubblicate dall’ISPRA e in Ecosistema Urbano 2015 di Legambiente confermano che Brescia continua a posizionarsi nella parte bassa della classifica tra i capoluoghi italiani per vari indicatori di qualità dell’ambiente urbano. Dall’inquinamento, alla mobilità, alla gestione dei rifiuti, la nostra città non mostra significativi miglioramenti della sua condizione. Dal 2013 a questa fine 2015, l’aria non è cambiata…
Governare i centri urbani è difficile e anche i provvedimenti più coraggiosi richiedono tempo per dispiegare effetti concreti. Tuttavia, per molti temi agli slogan e agli impegni elettorali non stanno seguendo interventi adeguati o sufficientemente incisivi. Questa mancanza di coraggio si riflette in scarsi progressi nella qualità dell’ambiente urbano. Facciamo solo alcuni esempi:

URBANISTICA
Le prime azioni dall’Amministrazione lasciavano intravedere finalmente un nuovo approccio alla pianificazione urbana con l’elaborazione della Variante Generale al PGT cementificatore del 2012. Tuttavia, l’AC ha proseguito nell’attuazione di alcune trasformazioni previste dal PGT Paroli ed ha avviato comunque una serie di azioni (convenzioni, revisioni di piani attuativi, ecc.) che esulano dalle linee guida preannunciate o addirittura le contraddicono. Nel corso del lungo e sofferto periodo di gestazione della variante, Legambiente ha voluto offrire il proprio contributo, trovando purtroppo scarso riscontro e disponibilità al cambiamento quasi inesistente. Con un’imprevista e ingiustificata accelerazione l’AC ha adottato nel luglio di quest’anno la variante. Ci si è trovati quindi nuovamente ad esaminare la proposta di Piano non avendo altro strumento di confronto se non quello delle osservazioni, reiterando un metodo già ampiamente criticato in precedenza anche da chi oggi si trova a governare la città. La variante è solo un timido passo in avanti rispetto al passato. Dalle non-scelte sulla mobilità, alle previsioni di edificabilità ancora troppo generose, alle decisioni discutibili riguardanti Comparto Milano, ex Magazzini Generali, polo logistico e altro ancora, l’AC ha attuato solo in parte i buoni propositi enunciati e rileviamo che il Piano adotta soltanto qualche miglioria, senza proporre davvero una nuova “idea di città”.

MOBILITA’
La qualità dell’aria nel bacino padano e a Brescia in particolare versa in una condizione estremamente critica. La sorgente numero uno delle emissioni è il trasporto su strada. Questa è la criticità ambientale con l’impatto di gran lunga più rilevante sulla salute. Una situazione così grave richiede strategie organiche e interventi strutturali, non annunci emergenziali e improvvisati provvedimenti-tampone. Ci auguriamo segnali molto più concreti di svolta rispetto al passato, scelte innovative, investimenti e un programma di promozione e educazione alla mobilità condivisa e a quella dolce. L’obiettivo finale deve essere un deciso cambiamento delle abitudini riguardo alle modalità di spostamento nella città, al momento troppo centrate sull’uso dell’automobile e troppo poco su trasporto pubblico, mobilità ciclistica e pedonale.

CICLO DEI RIFIUTI
A marzo partirà il nuovo sistema misto. Pur introducendo la raccolta domiciliare per tre frazioni, il nuovo metodo contraddittoriamente mantiene i cassonetti stradali per la frazione organica e l’indifferenziato. L’AC lo ha esplicitamente preferito al porta a porta integrale per non far crescere i costi e non modificare le abitudini dei cittadini. Invece, nei giorni scorsi abbiamo avuto conferma che, come avevamo previsto, prima ancora di raggiungere tutta la città, il nuovo sistema comporterà un sensibile aumento della tariffa. Inoltre, un efficace cambio di sistema deve proprio comportare un cambiamento diffuso degli stili di vita. Il piano di comunicazione presentato nei giorni scorsi è invece in netto ritardo e non contiene dettagli concreti su metodo e contenuti.
Le esperienze italiane dimostrano che solo l’eliminazione dei cassonetti stradali e l’adozione del sistema integrale porta a porta consente di raggiungere obiettivi di rilievo (riduzione nella produzione di rifiuti, % di raccolta differenziata, contenimento dei costi per abitante, % di avviato a riciclo). Fondamentale è l’applicazione della tariffazione puntuale, che con il sistema misto è talmente inapplicabile che la stessa AC la esclude dall’orizzonte dei prossimi anni.
L’impianto di incenerimento Aprica di Brescia è nato e ha ragion d’essere unicamente per smaltire i rifiuti urbani non ulteriormente differenziabili prodotti localmente. Si tratta dell’impianto più grande d’Italia e uno dei più grandi d’Europa, palesemente sovradimensionato: brucia più del doppio dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti da città e provincia, più del 50% sono rifiuti speciali, in gran parte importati dal resto d’Italia. Il risparmio energetico e lo sviluppo continuo di tecnologie in grado di produrre e distribuire calore senza attivare processi di combustione consentirebbe già oggi di soddisfare il fabbisogno di calore della città anche con una riduzione significativa dei rifiuti inceneriti. Pertanto, ci auguriamo che avvenga subito un riequilibrio.

Il cittadino va accompagnato in un cammino di educazione civica. Le scelte amministrative devono promuovere cambiamenti di comportamento favorendo e rendendo più conveniente e desiderabile andare a piedi, ridurre e separare i rifiuti, vivere in spazi urbani riqualificati, ecc. Come conseguenza e rinforzo di queste scelte, Brescia ha anche bisogno di strategie comunicative efficaci in grado di rafforzare la coscienza collettiva intorno alle tematiche ambientali e che orientino l’opinione pubblica verso una maggiore consapevolezza delle proprie responsabilità.

Non basta scegliere l’ambiente come slogan, per cambiare davvero l’aria occorrono anche scelte amministrative migliori!

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