“Emergenza” smog: servono provvedimenti d’urgenza e azioni strutturali

Legambiente Brescia lancia ai cittadini una “auto-ordinanza”: non usiamo le auto fino a che non sarà rientrata l’emergenza polveri sottili e iniziamo da subito a cambiare il nostro stile di vita.

Le decisioni di questi giorni della giunta comunale in risposta all’emergenza smog non bastano per produrre una riduzione tangibile dell’inquinamento atmosferico: non sarà ordinando lo stop ai veicoli diesel con oltre 10 anni, imponendo dei limiti non verificabili sul riscaldamento degli ambienti e riducendo il costo del biglietto per un sistema dei mezzi pubblici non efficace che si rientrerà dall’allarme.

Secondo la nostra associazione per uscire dall’emergenza è necessario iniziare con l’applicare tempestivamente un blocco integrale del traffico, sul modello di quanto fatto nei Comuni di Milano e Pavia. Quando c’è un’emergenza neve sono chiuse le scuole, quando c’è un’emergenza aria va bloccata la principale causa di inquinamento da polveri: il traffico veicolare. Lo stop d’emergenza alla circolazione privata deve essere totale per garantirne la verificabilità e la massima efficacia e va affiancato da un potenziamento straordinario dei servizi di trasporto pubblico, da limitazioni alla velocità su tangenziali e autostrade, da meccanismi credibili di verifica di tutte queste disposizioni.

In mancanza di un’ordinanza in tal senso da parte delle amministrazioni pubbliche, chiediamo ai cittadini gesti responsabili: lasciamo a casa l’auto, usiamo i mezzi pubblici e la bicicletta per muoverci in città fino alla fine della fase acuta dell’inquinamento. Inoltre, auto-limitiamo la nostra velocità sulle tangenziali e autostrade a valori di almeno 20 km/h sotto i limiti stabiliti. Dimostriamo ai nostri amministratori che i cittadini di Brescia sanno essere attenti alla salute e alla qualità della vita.

Le misure d’urgenza vanno applicate per minimizzare le conseguenze sanitarie dell’inquinamento. Lo sconto deciso fino al 6 gennaio per l’uso del trasporto pubblico, proprio perché necessariamente temporaneo, da solo non modificherà le abitudini di spostamento dei cittadini, che devono invece mutare permanentemente perché si osservino miglioramenti reali e duraturi. Gli incentivi, specialmente quando così marginali e temporanei, non sono mai sufficienti e spesso, come in questo caso, sottraggono anche risorse preziose a investimenti permanenti nel servizio pubblico. Questa deve rimanere la strada prioritaria, a dispetto dell’inaccettabile comportamento di Governo e Regione Lombardia, che da anni in perfetta armonia tagliano i fondi del trasporto pubblico e finanziano inutili infrastrutture autostradali. Per una migliore ripartizione modale degli spostamenti c’è bisogno in parallelo di limitazioni severe e disincentivi all’accesso e alla sosta in centro città e nei luoghi di maggiore richiamo di traffico privato. E anche di una massiccia e credibile campagna di educazione della cittadinanza a un uso meno estensivo dell’automobile.

L’amministrazione comunale, in coordinamento con i comuni dell’hinterland e la Regione può e deve muoversi concretamente, fin da subito ed in modo continuativo per evitare il ripetersi di una simile situazione. Ci sono ormai tanti esempi di buone pratiche alle quali il Comune di Brescia può ispirarsi nella redazione della variante PGT e del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) (http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-rilancia-dodici-esperienze-virtuose-uscire-dalla-morsa-dello-smog)
In particolare chiediamo che Brescia arrivi al più presto a definire almeno queste misure:

  • l’applicazione automatica per tutti i periodi di inversione termica del limite di 30 km/h nei centri abitati, di 90 km/h sulla tangenziale sud e di 110km/h sulle autostrade;
  • il ripristino delle corsie LAM e delle ZTL estese sulle 24 ore;
  • una seria politica in favore del trasporto pubblico, realizzando in brevissimo tempo il riordino delle linee di superficie tenendo conto della presenza del metrobus e una reale integrazione tariffaria tra città e provincia;
  • l’accelerazione dell’iter del PUMS che comprenda disincentivi anche di carattere economico (tariffazione dei parcheggi) nell’utilizzo delle auto;
  • la realizzazione della rete dei percorsi ciclabili da troppo tempo sulla carta;
  • controlli severi delle emissioni dei veicoli commerciali (furgoni, autocarri) spesso “verificati” con indulgenza nella logica che i veicoli non possono avere fermi in officina.

Per il futuro riteniamo che il miglior modo per uscire dall’emergenza sia quello di NON entrarci! Da troppi anni sentiamo le stesse cose quando l’aria diventa irrespirabile, ma poi nelle scelte concrete la politica va in direzione ostinata e contraria alla soluzione del problema.

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