Nuovi centri commerciali: a chi servono davvero?

Legambiente Brescia chiede a Regione Lombardia e Comuni una valutazione più attenta dei costi dell’espansione della Grande Distribuzione Organizzata ed è al fianco dei cittadini preoccupati per l’impatto ambientale dei colossi commerciali. No al raddoppio delle Porte Franche; massima attenzione alle criticità viabilistiche e alla mitigazione per il cantiere IKEA

L’area urbana di Brescia è da tempo ai vertici europei per la metratura pro capite di grandi spazi commerciali. Nonostante l’abbondante offerta di complessi sottoutilizzati, la crisi del settore e l’espansione dell’e-commerce, le richieste di edificazione di nuovi grandi insediamenti commerciali non conoscono sosta. Raddoppio delle Porte Franche e Roncadelle Shopping Center sono solo due dei casi più recenti di espansione del numero e della dimensione dei centri commerciali in provincia di Brescia.

In tutti gli altri paesi avanzati la GDO vive da tempo un continuo ridimensionamento delle superfici. Non si crea ricchezza dal nulla: in una situazione di margini sempre più risicati, un nuovo centro commerciale può sopravvivere solo a danno del fatturato e dei posti di lavoro di quelli preesistenti. A partire dal raddoppio delle Porte Franche, i benefici economici ed occupazionali netti delle nuove edificazioni sono quindi molto meno generosi di quelli esposti dai soggetti interessati alla loro realizzazione. Al contrario, i costi del traffico, della congestione e del consumo di territorio appaiono largamente sottovalutati dalle procedure autorizzative e dai comuni ingolositi dagli oneri di urbanizzazione. Per non parlare delle ferite, difficilmente sanabili, apportate a un territorio già fortemente urbanizzato e con un forte bisogno di riconversione ecologica. La Franciacorta ha bisogno di tutela e valorizzazione naturalistica, non di assurdi mostri commerciali!

A Roncadelle già il gigantesco cantiere sottopone i residenti a evidenti ragioni di stress. Rumori invasivi notte e giorno dai macchinari di cantiere ed ora anche voli di elicottero a bassa quota. E’ il Comune che deve autorizzare con apposita deroga alle emissioni sonore e devono essere avvisati tutti i residenti limitrofi, sia di Roncadelle che di Brescia. Legambiente si schiera al fianco dei cittadini nel chiedere il doveroso rispetto delle norme di sicurezza. A tale proposito il Coordinamento dei residenti ha sollecitato al Primo Cittadino l’emanazione di un’ordinanza urgente che limiti gli orari di cantiere escludendo il notturno e con cancellazione di tutti i prossimi voli in quota. Chiediamo inoltre che gli accessi alle baie di carico siano spostati immediatamente lontano dalle abitazioni, sui confini con la tangenziale oppure ATB.

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