PETIZIONE AL SINDACO E AL CONSIGLIO COMUNALE DI BRESCIA SUL TEMA DEL TELERISCALDAMENTO

Ai sensi dell’art. 54 dello Statuto del Comune e degli artt. 2 e 3 del Regolamento per il funzionamento degli istituti per la Partecipazione e la tutela dei diritti del cittadino, le cittadine e i cittadini, i sottoscritti rivolgono al Consiglio Comunale di Brescia la seguente petizione affinché voglia impegnare l’Amministrazione Comunale ad adottare tempestivamente le misure sottoelencate volte a ridurre le tariffe applicate per il teleriscaldamento da parte di a2a e la soluzione del problema delle certificazioni energetiche fuorvianti redatte sulla base di un fattore di conversione dichiarato da a2a per il teleriscaldamento cittadino eccessivamente basso.
La presente azione, promossa da Legambiente Brescia, ha lo scopo di affrontare il tema del rapporto fra a2a e la città di Brescia relativamente al teleriscaldamento.
A mezzo stampa, negli incontri istituzionali, nei convegni e nelle iniziative promosse, a2a rimarca il proprio impegno nella riduzione della dipendenza del proprio sistema energetico, presente nella nostra città, dall’uso di fonti fossili.
Se questo rappresenta un fattore positivo è indispensabile che si traduca anche in un vantaggio per i cittadini bresciani in termini di riduzione delle emissioni climalteranti, di emissioni nocive alla salute (riduzione dei rifiuti bruciati) e nel riconoscimento di un vantaggio economico, non marginale, derivante dal proprio collegamento alla rete del teleriscaldamento urbano.
Rammentiamo che per la storia di questa Azienda, nata come municipalizzata, esiste un forte legame fra Azienda e territorio, tant’è che l’attuale a2a può godere di una posizione di monopolio (costruita nel tempo da SSMM e ASM) sulla fornitura di energia termica per il 70% circa dei fabbricati presenti nel Comune di Brescia.
Il monopolio sulle forniture di calore a gran parte della città non può tradursi in atti unilaterali. La presenza di una notevole partecipazione societaria pubblica impone una maggiore attenzione ai clienti/cittadini che si deve tradurre in comunicazioni che rendano trasparenti i processi che portano alla definizione del livello di sostenibilità ambientale ed alla formazione delle tariffe del teleriscaldamento.
Invitiamo pertanto il Consiglio Comunale di Brescia ad esprimere il proprio consenso alle proposte di seguito riportate.


1 – INCREMENTO DELLE TARIFFE DEL TELERISCALDAMENTO
Le tariffe del teleriscaldamento di Brescia hanno subito un incremento medio di oltre il 70% in un anno causando gravi problemi economici alle piccole attività economiche e soprattutto alle famiglie incrementando la fascia di “povertà energetica”.
Da nostre stime con le attuali tariffe il riscaldamento mediante caldaie a gas a condensazione risulta più conveniente dell’allaccio al teleriscaldamento. Molte famiglie in difficoltà stanno ricorrendo all’utilizzo di stufe e caminetti a legna peggiorando ulteriormente la qualità dell’aria.
L’incremento delle tariffe è determinato da a2a sulla base di un algoritmo, di propria definizione, che collega il costo del calore fornito all’incremento del prezzo del gas metano e dell’energia elettrica fissati da ARERA.
Nell’algoritmo, a2a, non prende in considerazione il fatto che gran parte del calore immesso in rete non viene generato con l’utilizzo del gas, ma per una parte rilevante, il 70%, secondo le stesse dichiarazioni di A2A, viene prodotto dal termoutilizzatore con la combustione dei rifiuti (circa 750.000 tonnellate/anno) per lo smaltimento dei quali A2A incassa svariate decine di milioni di euro.
L’Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente (ARERA) stabilisce che “il prezzo di fornitura del servizio è definito liberamente da ciascun esercente sulla base delle caratteristiche del proprio sistema di telecalore, dell’utenza e del territorio servito”.
Anche sul legame fra “sistema di telecalore” e territorio servito A2A non rispetta le indicazioni di ARERA: A2A infatti applica un incremento uguale per tutte le reti di teleriscaldamento di sua proprietà (Brescia, Milano, Bergamo) senza distinzione del livello di utilizzo percentuale del gas per la produzione di calore.
Si rammenta inoltre che l’art. 34 del d.lgs. 199/2021 impone che nella fatturazione per il servizio di teleriscaldamento sia riportata in maniera esplicita la quota di energia rinnovabile che caratterizza la fornitura da certificare tramite garanzie di origine.
I sottoscritti cittadini, tutto ciò premesso, chiedono che l’Amministrazione Comunale si faccia parte attiva perché a2a proceda ad un ricalcolo degli incrementi del costo del teleriscaldamento, dell’ultimo anno, sulla base di un nuovo algoritmo che colleghi la variazione delle tariffe del teleriscaldamento all’incremento del costo del gas e dell’energia elettrica per le sole quote effettivamente utilizzate , nell’arco dell’anno, per la produzione del calore escludendo dal calcolo il calore generato dalla combustione dei rifiuti.

2 – ATTRIBUZIONE DELLA CLASSE ENERGETICA PER GLI IMMOBILI TELERISCALDATI
Nel 2007 è stato introdotto l’obbligo di certificazione energetica per gli immobili da locare o da mettere in vendita.
L’indicazione della classe energetica ha lo scopo di mettere in guardia gli acquirenti/locatari sul livello di consumo atteso per l’immobile che si intende acquistare/locare.
Da alcuni anni, per gli immobili collegati ad una rete di teleriscaldamento, è stata data la possibilità, per legge, di procedere con il calcolo della classe energetica con l’ausilio di un fattore di conversione del teleriscaldamento, per la componente non rinnovabile, sulla base del coefficiente dichiarato dal gestore della rete del teleriscaldamento anziché con il valore di 1,5 contenuto nella legge nazionale.
Fino a giugno 2021 a2a ha dichiarato per la rete di teleriscaldamento di Brescia il più basso valore del fattore di conversione vigente in Italia , 0,24 che è stato dimezzato a 0,12 dalla fine di giugno 2021.
Di conseguenza gran parte degli edifici collegati alla rete del teleriscaldamento di Brescia pur essendo nei fatti energivori, con elevati costi di riscaldamento, risultano classificati nelle classi energetiche migliori (A3 e A4).
Oltre a generare una sovrastima di tali immobili con conseguente turbativa del mercato immobiliare, questa attribuzione falsa le aspettative di consumo da parte di acquirenti/locatari e riduce la propensione ad interventi di risparmio energetico portando a ritenere d’essere in possesso di une edificio collocato già al massimo livello di efficienza energetica.
I sottoscritti cittadini chiedono che l’Amministrazione Comunale si faccia parte attiva perché:

  • a2a attivi una comunicazione trasparente sulle modalità di calcolo del fattore di conversione rendendo pubblici i principali dati di input e di calcolo
  • le Istituzioni competenti in materia (Regione Lombardia, ENEA, MiTE) assumano urgentemente l’iniziativa per la correzione della modalità di attribuzione della classe energetica dei fabbricati allacciati alle reti di teleriscaldamento.

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